12 noviembre
Paolo e la mia giovane età
Quanti pensieri contraddittori affollano la mia testa quando pronuncio la parola giovane! È sinonimo di disoccupato e di geniale, fragile e testardo, scansafatiche e generoso, senza fede e molto devoto! Spesso mi trovo a cercare con ciascuno di loro le grandi domande e le grandi risposte! L'Anno Paolino è un'occasione preziosa: va ridato a tutti il vangelo di Paolo «non modellato sull'uomo» (Gal 1,11). È meno questione di pedagogia, dice il Papa, che di messaggio. Così deve averla pensata anche il grande comunicatone della fede: circa 1500 km a piedi in ognuno dei tre viaggi missionari, con molti giovani collaboratori: Luca, Marco, Tichico, Lucio e altri.
Nell'Antico Testamento il senso del termine giovane è spesso negativo: il giovane è uno da correggere, se gli si vuol bene davvero (cfr. Pro 23,13); non ha diritto di parola, come il giovane Geremia (Ger 1,6); appare succube della prova di fede del padre Abramo, come il giovane lsacco (Gn 22); è inconsapevole, come la ragazza sacrificata dal padre Jefte (dr. Gdc 11,34-40); è inesperto nel riconoscere la parola di Dio, come il giovane Samuele (1 Sam 3); è ribelle al padre Davide, come il giovane Assalonne (2Sam 18,32). Anche nel Nuovo Testamento, la parola giovane entra in scena negativamente, nel racconto della lapidazione di Stefano. I testimoni depongono i loro mantelli ai piedi di «un giovane, chiamato Saulo», custode delle loro vesti (dr. At 7,57-58). Saulo è complice di un omicidio. Ai Galati ricorderà il suo feroce passato: perseguitava la Chiesa oltre la misura! (dr. Gal 1,13). Era il giovane che vive sempre sopra le righe perseguitando gli avversari. Così rimarrà anche dopo l'incontro con Gesù, avvenuto intorno ai 25-26 anni. Un estremista, innamorato di Cristo! Ricorderà teneramente l’iniziativa di Dio: «Colui che mi scelse fin dal seno di mia madre» (Gal 1,15). Non possiamo non rifarci a san Paolo, che rilancia il carisma del giovane Timoteo con queste parole: «Nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii esempio ai fedeli nelle parole, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza» (1Tm 4,12). Una giovinezza ideale e reale, che nasce dall'alto, dal Signore crocifisso e risorto, come riassunse don Primo Mazzolari nel dopoguerra: «Non a destra, non a sinistra, non al centro, ma in alto» (editoriale di Adesso del 15 febbraio 1949). E aggiungeva, riferendosi a san Paolo: «Come ieri per la salvezza non contava il circonciso né l'incirconciso, così oggi non conta l'uomo di destra né l'uomo di sinistra, ma solo la nuova creatura (cfr. Gal 6,15): la quale lentamente e faticosamente sale una strada segnata dalle impronte di Colui che, arrivato in alto, si è lasciato inchiodare sulla croce a braccia spalancate per dar la mano forata a tutti gli uomini e costruire il vero arco della Pace».
Pietro Maria Fragnelli, Vescovo di Castellaneta (TA), da Paulus, n.5 novembre 2008