23 julio
Paolo: uomo di relazioni profonde
“Mi sono fatto tutto a tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il Vangelo”. (1 Cor 9,22-23).
La riflessione su Paolo, cittadino d'Europa, ci dà la possibilità di focalizzare il nostro sguardo su Paolo uomo di relazione...
L'espressione forte e determinata di Paolo, ci fa pensare ad un uomo che ha molto chiara la motivazione su cui gioca la vita (tutto per il Vangelo di Gesù Cristo) e nello stesso tempo fa emergere come la relazione con Gesù favorisce la libertà della sua persona e la maturità nei rapporti interpersonali. La relazione folgorante che Paolo ha avuto con Gesù sulla via di Damasco lo ha fatto sentire talmente amato da Lui (“questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me”, Gal 2,20) che le sue relazioni da quel momento in poi sono state sempre e solo orientate a Gesù...
II suo “farsi tutto a tutti” non segue una logica di superficialità o di svendita del proprio pensiero, della propria personalità, ma rientra in una visione di amore profondamente libero e quindi non selettivo ne esclusivo ne interessato, solo intento a portare gli altri (le loro sofferenze, le loro gioie, la loro ricerca di verità) nella relazione con Gesù e dalla relazione con Gesù arrivare agli altri. Pensiamo che un simile cammino di crescita e di libertà nelle relazioni sia avvenuto gradualmente anche per Paolo, (la maturità relazionale a la conseguenza di quella personale).
Egli ha dovuto fare i conti:
- con la diffidenza...,
- con la gestione dei conflitti...,
- con la propria fragilità...,
- con la tenerezza delle relazioni...,
- con la capacità di prendersi cura...,
- ...
Paolo, uomo capace di relazioni profonde, libere e liberanti; Paolo, cittadino d'Europa, uomo di dialogo, di ascolto, di coerenza con la sua vocazione; Paolo, uomo consapevole del dono ricevuto, che si a lasciato portare dal Vangelo per strade inaspettate sulle quali ha annunciato, incontrato, sofferto, amato.
Di Roberto Roveran e Tosca Ferrante (a cura) in Paulus n.2, Agosto 2008
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