«Se vi è possibile avere fiducia, sopraggiungerà l'amore. Non vi è più bisogno di preghiera e di meditazione, non vi è più bisogno del tempio e della Chiesa, potete dimenticare Dio, se riuscite ad amare, perché mediante l'amore tutto vi viene donato, meditazione, preghiera e Dio, tutto vi sarà donato. Gesù ha dichiarato questo, quando ha detto: Dio è amore ». Bhagwan Shreerajneesh
Commini nel mondo con gli occhi bendati e il cuore ferito dall'ipocrisia, così non ti accorgi dei semi del Regno che stanno sbocciando sotto la neve. Perché la violenza di pochi malvagi ha sempre ragione di tenti innocenti? Se ognuno nel mondo accendesse una luce sarebbe sconfitto l'oscurità. ...Per sempre. Fabio Baggio, La locanda di Emmaus, Paoline
Riconosciamo che nella via dell'amore c'è sempre una provenienza, un'accoglienza e un avvenire. - La provenienza è l'uscire da sé nella generosità del dono, per la sola gioia di amare: l'amore nasce dalla gratuità o non è. - L'accoglienza è il riconoscimento grato dell'altro, la gioia e l'umiltà del lasciarsi amare. - L'avvenire è il dono che si fa accoglienza e l'accoglienza che si fa dono, l'essere liberi da sé per essere uno con l'altro e nell'altro, in una comunione reciproca e aperta agli altri, che è libertà. da CEI, Lettera ai cercatori di Dio, Paoline 2009
Un prete ordinò al suo diacono di radunare dieci persone che pregassero in coro per la guarigione di un infermo. Quando furono arrivati tutti, qualcuno bisbigliò all'orecchio del prete: «Fra quelle persone ci sono dei ladri assai noti». «Tanto meglio», replicò il sacerdote. «Quando i Cancelli della Misericordia sono chiusi, sono questi gli esperti che riusciranno ad aprirli». A. De Mello, La preghiera della rana 1, Poaline
O Cristo, Signore di tutti i popoli, il tuo volto illumina i volti di tutte le razze; Signore della Gerusalemme che si aprirà a tutte le città; Signore di coloro che danno la mano a tutti gli annunciatori; tu sei con noi secondo la tua promessa e ti benediciamo. Noi ti cantiamo nella tua Chiesa, casa di Dio, fiaccola in mezzo alle nazioni, sorgente dove tu battezzi i popoli. Benedetto sei per il tuo amore misericordioso. Tu sei venuto non per distruggere, ma per costruire la Gerusalemme di pace, per i secoli dei secoli. Amen.
Il compito del laico cristiano si estende alla redenzione di tutte le attività dell'uomo: la scienza, la tecnica, la cultura, il lavoro, l'arte, la politica, sottraendole tutte al dominio del peccato per riportarle nella limpidità del disegno divino. Sottraendo la realtà del mondo al dominio delle passioni, del peccato, e ordinandola secondo Dio. noi cresciamo in natura e in grazia. Cresciamo in umanità, intesa nel suo senso pieno, così come Dio la pensa. Giuseppe Lazzati
Meditare sulla bellezza suscita uno slancio nuovo, purché si sappia che la bellezza esteriore è nulla in confronto a quella interiore. La prima è passeggera, può sbiadire, la morte è il suo termine. La seconda è imperitura, partecipa all'eternità. L'una è dono della natura, l'altra dono del cielo. La bellezza esteriore di un volto e di un corpo provoca un rapimento in chi la guarda; rifiutare il suo spettacolo, col pretesto del distacco, mi sembrerebbe una nota stonata. L'importante è poterla ammirare senza volersene appropriare. Il desiderio di possedere rischia di sciupare tutto. La bellezza interiore non provoca alcun attaccamento in chi la contempla. Viene afferrata da un riflesso, percepita come l'appello di una presenza che non si vede, ma che si manifesta.
Più l'anima si affina, più diventa sensibile all'opera della grazia. Pronta a metterla in evidenza, essa ne accetta la bellezza…
La bellezza interiore feconda tutto attorno a sé, senza che si sappia dove getta il germe di vita che non conosce la morte. Quando il vuoto ha lacerato l'anima, questa si trova quasi spalancata, eccola aperta alla semente di bellezza che potrà ricevere in sé e farla fruttificare. Nel giardino della casa che abito durante le vacanze scorre un ruscello. Alla fine dell'estate si riveste di uno strano colore a volte verde e dorato. Un giardiniere mi ha spiegato l'origine di questa colorazione. «È il polline dei fiori - mi ha detto - che l'illumina». Ho conservato nel cuore questa frase; mi sembrava che si potesse applicare a coloro che amano la bellezza: essi sono illuminati. Marie-Madeleine Davy
Un cristianesimo di carità senza verità può venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali. In questo modo non ci sarebbe più un vero e proprio posto per Dio nel mondo. Senza la verità, la carità viene rilegata in un ambito ristretto e privato di relazioni. Benedetto XVI, Caritas in Veritate n. 4
Il nostro ministero è quello di predicare e di rendere accessibile e comprensibile, anzi commovente, il mondo dello spirito, dell’invisibile, dell’ineffabile, di Dio. E in questa operazione, che travasa il mondo invisibile in formule accessibili, intelligibili, voi siete maestri. È il vostro mestiere, la vostra missione. Paolo VI agli artisti, 17 maggio 1964
Dio, sei la nostra felicità. Dio, sei la gioia. Dio, sei la beatitudine. Dio, sei la pienezza della vita, non solo in te stesso, ma per noi. Dio, ti sei rivelato in amore, tu sei proporzionato alle nostre estreme aspirazioni. Dio, tu hai avuto cuore per ogni nostra deficienza, per ogni nostra cattiveria, per ogni nostro peccato. Dio, ti sei offerto a noi come misericordia, come grazia, come salvezza, come sorpresa gaudiosa e gloriosa. Paolo VI
Nel mio diario scolastico annoto “anche” i compiti di scuola, che scrivo piccolo piccolo per non occupare troppo spazio. Per il resto, ci metto di tutto: indirizzi, foto, fiori secchi, cartoline, adesivi, ritagli di giornale… Così diventa ogni giorno più panciuto.
È bello, Padre, anche quando sono sola, ritrovarmi in compagnia di tanti amici che escono dalle pagine sempre più piene.
È bello, Padre, sognare, ripensare, immaginare, programmare, ricordare. È bello stare con gli altri anche quando non sono presenti.
Grazie, Padre, per gli altri! Grazie perché nel mio diario non devo annotare soltanto i compiti. Tonino Lasconi, Amico Dio, Paoline
La luce non è fatta per essere nascosta, ma serve per illuminare coloro che abitano nella casa e quelli che vi entrano. Infatti – si aggiunge subito dopo –, la conoscenza dei “misteri del regno”non è riservata solo a una setta, ma deve essere condivisa con gli altri. (G. Vigini)
Gesù non parla di una lampada materiale, è evidente! Parla di una lampada spirituale! In che modo cogliere il senso di “mettere sul lampadario” (candelabro, Nuova traduzione CEI)? Il lampadario è colui che riceve il Verbo, luce del mondo. Ma è anche la bocca che si apre per proclamare come luce la parola di Dio. In entrambi i casi gli uomini vedranno la luce. Questa luce di conoscenza deve anche illuminare me stesso. Origene, Frammenti greci su S. Luca
Egli si è fatto come uno di noi, per rivelarci un segreto che ci riguarda: siamo stati amati da lui! Non siamo stati dimenticati nel cuore di Cristo. Non abbiamo paura! Egli ci chiama per nome, è venuto a cercarci… Paolo VI
Vi sono momenti che i nostri passi scivolano, che le nostre mani nude lasciano la presa sulla parete.
La preghiera è il gancio ficcato sulla roccia.
Vi sono momenti che la nostra barca impazzisce in mezzo ai gorghi, che le nostre gomene si spezzano nella tempesta. La preghiera è il cavo fissato nella roccia.
Vi sono momenti che lo spirito si smarrisce, che il senso di orientamento vaneggia in preda ai magnetismi. La preghiera è la bussola che permette di riprendere la rotta.
Pregare è afferrarsi a Dio come a roccia e con Lui mettersi in cordata. C. Singer, Pregare, Paoline
Domenica scorsa al Meeting delle famiglie del GMA si è parlato dell’informazione che sa prender parte, sposare la causa di chi non ha voce. Perché comunicare, vuol dire non solo saper scrivere e raccontare ma soprattutto saper condividere.
C’è un’informazione che, in questo particolare momento storico, vuol essere un’informazione altra, capace di promuovere dignità, di mettere al centro la persona. Per tornare a dare protagonismo alla verità, non ai luoghi comuni, alle storie e ai visi della gente, non a quel che si trova sul web e che dà vita al tanto diffuso giornalismo a tavolino, ai messaggi veri e non all’aumento delle tirature.
Una piccola parte dei rappresentanti di questa informazione si è trovata domenica 13 settembre a Montagnana (Padova), al Meeting delle famiglie organizzato da GMA (Gruppo Missioni Asmara), per discutere su “La Comunicazione: opportunità per una cittadinanza globale”. Già dalle prime battute dell’incontro si è capito che la crisi del giornalismo oggi è dovuta alla mancanza di un’informazione capace di mettere al centro le persone e i propri bisogni.
« Oggi c’è tanta informazione ma nessuna comunicazione. Capita come quando si legifera senza avere davanti un volto concreto, ogni cinismo attende dietro l’angolo. Aver presente i volti davanti è fondamentale per comunicare» - spiega Filomeno Lopes, giornalista di Radio Vaticana. Perché fare comunicazione, aggiunge Eugenio Melandri, direttore di Solidarietà Internazionale significa «chiamare le cose con il proprio nome e se non si guarda in faccia nessuno, non è possibile raccontare gli eventi».
Per questo è fondamentale domandarsi «da che parte mi metto», «l’angolo visuale» è fondamentale per Melandri, e dipende «da una scelta concreta». Perché non è possibile raccontare senza immedesimarsi, perché non si può descrivere chi non ha voce senza condividerne la sofferenza. «In questo momento dobbiamo fare uno sforzo di verità e avere il coraggio di dire da che parte stiamo. Stare da una parte vuol dire non solo prender causa ma assumersi le responsabilità di questa scelta».
Una scelta necessaria in questo momento in cui «è chiaro cosa non è informazione e comunicazione» afferma Elisa Kidané, missionaria comboniana. «L’informazione deve recuperare l’identità. Deve avere la consapevolezza che una buona informazione nasce dalla ricerca della verità non dal perseguimento degli interessi. Troppe volte l’informazione è stata considerata figlia di un dio minore, ma essa ha il potenziale di combattere l’impoverimento e le ingiustizie». Jessica Cugini in Cambonifem, 17 settembre 2009
Questo Vangelo, mentre vi veniva proclamato, è stato srotolato! Sì, srotolato! Dove? Sotto i nostri occhi e nel nostro cuore! Noi abbiamo immaginato questa donna entrare a importunare i convitati. Importuna, ma arriva assai a proposito. Sapeva qual era il suo male e sapeva chi poteva guarirla. Versa lacrime che sono come il sangue del cuore. Donna senza parole, è tutta amore! Ha creduto che il Cristo poteva rimettere i peccati. Ha creduto che egli non era un semplice uomo, ma anche Dio. Sant'Agostino, Discorsi
O Cristo, insegnaci la giovinezza del cuore. Insegna a non trascurare i nuovi doni di Dio in noi. Facci progredire, non per noi soltanto, ma per la gioia di tutti i nostri fratelli. Donaci di fare la volontà di Dio con fiducia giovanile, con una speranza che discerne le nuove meraviglie. Liberaci nella nuova Alleanza. Benedetto sei tu per il tuo amore verso i peccatori. Noi giudichiamo facilmente e duramente: tu sai scoprire la fede e il pentimento. Tu fai che una peccatrice la spunti sui giusti e diventi il modello di coloro che desiderano il perdono dei peccati, per entrare nella pace del tuo amore, per i secoli dei secoli. Amen.
Una sera fratel Bruno era assolto in preghiera quando fu disturbato da gracidare di una rana. per quanti sforzi facesse, non gli riuscì di ignorare quel rumore e allora si sporse dalla finestra e urlo:
“Silenzio! Sto pregando”.
Poiché egli era un santo, tutti obbedirono al suo ordine immediatamente. Ogni creatura vivente si zittì in modo da creare il silenzio necessario alla preghiera. Ma ecco che Bruno fu di nuovo interrotto, questa volta da una voce dentro di lui che diceva:
“Forse a Dio il gracidare di quella rana era altrettanto gradito dei salmi che tu stai recitando”.
“Che cosa possono trovare di bello le “orecchie” di Dio nel verso di una rana?” replicò Bruno sprezzante.
Ma la voce proseguì: “Perché mai allora Dio avrebbe inventato un simile suono?”
Bruno decise di scoprirlo da solo. Si sporse dalla finestra è ordinò: “Canta!”
E l’aria fu piena di gracidare ritmato della rana, con l’accompagnamento di tutte le raganelle del vicinato. Bruno si pose ina ascolto con attenzione e subito non udì più nessun frastuono, ma scoprì che, se smetteva di irritarsi, quelle voci in realtà rendevano più ricco il silenziodella notte.
Grazie a quella scoperta, il cuore di Bruno entrò in armonia con l’universo intero e, per la prima volta nella sua vita, egli capì che cosa significa pregare. Anthony de Mello, La preghiera della rana 1, Paoline
Padre, tu ci affidi il giorno, ogni giorno: Lo deponi nelle nostre mani affinché noi lo rendiamo bello, utile e ricco.
Padre, ogni giorno è un dono che tu ci fai per la nostra gioia. Tu, infatti, non hai bisogno di niente perché non potresti essere più grande, perché non potresti essere più felice.
Il tuo desiderio è che noi siamo felici, ed è anche il nostro, Padre: noi insegniamo la felicità, la cerchiamo ovunque, a volte nei posti sbagliati, dove altri vogliono farcela vedere, ma dove non c’è e non possiamo trovarla. Padre, aiutaci a riconoscere la vera gioia la dov’è: la dove sei tu nelle cose, nelle persone, nei fatti.
Padre, aiutaci a conquistare la nostra gioia, perché ogni momento possiamo lodarti, perché ogni giorno possiamo ringraziarti. Tonino Lasconi,Amico Dio, Paoline
Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L’amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente… La verità libera la carità dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali, e di un fideismo che la priva di respiro umano ed universale. Nella verità la carità riflette la dimensione personale e nello stesso tempo pubblica della fede nel Dio biblico, che è insieme “Agápe” e “Lógos”: Carità e Verità, Amore e Parola. Benedetto XVI, CV n. 3
Se bruci per la febbre, lui è la sorgente rinfrescante; se sei oppresso dalle tue colpe, lui è la liberazione, se hai bisogno di aiuto, lui è la forza; se hai paura della morte, lui è la vita; se desideri il cielo, lui è la via; se fuggi le tenebre, lui è la luce; se hai fame, lui è il nutrimento. Sant’Ambrogio di Milano