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31 julio

Il dono della GMG. Un testimone: don Nico


GMG 2008 - Sydney E’ stato un grande dono poter vedere l’Australia: la meravigliosa baia di Sydney, i canguri, le (o gli) echidna e i koala.
Sono un dono le parole del Santo Padre che ha invitato i giovani e tutti noi ad una missione grande ed entusiasmante: essere “costruttori di una nuova era”.
E’ stato un dono accostarmi al Sacramento della Riconciliazione in Hyde Park e sentire le parole di incoraggiamento di un confratello polacco molto fervoroso.
Una sera mi sono ritrovato ad avere fame e dover chiedere qualcosa da mangiare a un pellegrino; inizialmente mi vergognavo, stavo per dirigermi verso il McDonald’s; ho resistito ed un giovane messicano mi ha regalato un panino ed uno splendido sorriso.
È stato un dono il freddo della notte all’addiaccio a Randwich; mi ha ricordato che abbiamo paura di tante cose che in fondo poi non sono così pericolose.
Sono un dono i confratelli che mi hanno messo di fronte ad alcuni errori e comportamenti che ho compiuto; senza queste correzioni fraterne è più difficile crescere.
Sono un dono gli imprevisti, i cambiamenti di programma; in essi la Provvidenza può operare; ho trascorso una mattinata intera all’Opera House a ritirare dei pass; ero arrabbiato perché ho dovuto rinunciare ad andare ad una catechesi italiana; all’Opera House, alle 11.00 ho partecipato ad una catechesi e ad una S. Messa latinoamericana straordinaria… se tutto fosse perfettamente programmato non sarebbe “Gmg” e molte situazioni risulterebbero più noiose...

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da AgoràNews n.32 anno II, 31 luglio 2008

L’ansia del perfezionismo e la pazienza di Gesù (Mt 13,47-53)


pesca Gesù prende una bella immagine per indicare la logica del Regno, quella della pesca con la rete, che pesca ogni genere di pesci, commestibili o meno. Sta al pescatore, alla fine della pesca, ributtare in mare i pesci immangiabili e tenere quelli buoni. II Signore ci chiede, ancora, di entrare nella logica del padrone del mondo che non ha tutta l'ansia di perfezionismo, Egli ci invita ad avere uno sguardo lungo, proiettato nel futuro, nella logica di salvezza che caratterizza l'opera di Dio.
Pazienza, amici, pazienza!
Il Signore ci invita ad avere con il passato e la tradizione un rapporto sano e creativo, a saper estrarre dalla propria bisaccia le cose antiche e le cose nuove, proprio come ha saputo fare Matteo.
Il Vangelo è unico, Gesù è lo stesso ieri, oggi e sempre, sta a noi renderlo presente, saper discernere cosa del messaggio cristiano è originario ed essenziale e cosa è interpretazione, abitudine (bella e sana) aggiornabile.

da Parola e preghiera, Edizioni San Paolo

30 julio

Discussione su Radiolab

 

Citazione

Radiolab
 Radiolab
Tenuto da: Figlie di San Paolo
Data e ora: domenica 31 agosto 2008 alle 16.00
Roma: Via Antonino Pio 75
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29 julio

Attenti alla Parola, aperti alla riconciliazione


Paolo VI e  il patriarca Atenagora INoi ti ringraziamo, Signore, 
che ci hai concesso di vedere
che le relazioni fra i cristiani
si intensificano e si approfondiscono.
Ma poiché la ricerca
della riconciliazione
fra i cristiani
opera dello Spirito Santo,
a te chiediamo, nella preghiera
e nella penitenza,
il dono dell’unione
sempre più pura e più intima con te.
Rendici più attenti alla tua parola,
obbedienti alla tua volontà
per continuare la nostra opera
con fiducia e dedizione,
con perseveranza e coraggio,
affinché tu conceda
di poter dare con efficacia
il nostro contributo
alla
riconciliazione
fra tutti i cristiani
e alla riconciliazione
di tutti gli uomini,
così che “ogni lingua confessi
che Gesù Cristo
è il Signore, a gloria del Padre”.
Paolo VI

Da: O. Cavallo (a cura), Pensieri e parole di Paolo VI, Paoline 2008

28 julio

Un'amicizia condivisa: Marta, Maria, Gesù (Lc 10,38-42)


marta-e-maria 
Marta, la sorella di Lazzaro e Maria, quella famosa della cena da preparare mentre la sorella ascolta la parola del Rabbì. Marta evoca Betania, il villaggio vicino a Gerusalemme. Una passeggiata di pochi chilometri che Gesù, riferisce Luca, affrontava volentieri per ritrovare un poco di clima di Nazaret, e di Cafarnao che Gerusalemme non riusciva in alcun modo a offrirgli.
Betania, per noi discepoli, evoca l’accoglienza informale del Maestro.
Se la finissimo di passare la vita a chiedere a Dio ciò che ci serve e mettessimo la nostra vita a sua disposizione per accoglierlo e ascoltarlo!
Non fa impressione vedere un umanissimo Gesù che ha bisogno di ascolto? Del calore dell’amicizia? Di un piatto caldo e due risate alla fine di una giornata pesante?
Marta è la classica donna che passa il suo tempo a spadellare, tutta presa da mille attività. Marta è la patrona delle persone attive e generose, che mandano avanti le tante attività delle nostre parrocchie, dei nostri gruppi, oratori…

Scarica la preghiera
Marta e Maria. Il servizio come stile di vita

da Preghiera e Parola, Edizioni San Paolo

27 julio

Paolo, apostolo senza paura

Paolo,
apostolo senza paura,
prega
perchè si aprano i nostri occhi
per vedere il vero tesoro della vita:
prega
perchè si spezzi in noi il muro
del compromesso e della mediocrità
per diventare missionari di Gesù
con tutti, dovunque, sempre,
con la vita e con la parola.
Card. Angelo Comastri
26 julio

Per Dio ne vale la pena (Mt 13,44-52)


tesoro_campo1 Da Gesù Matteo impara ad amare, a conoscere Dio, a conoscere se stesso. Impara che Dio non è un giudice che vigila sull’ordine costituito, non è un comodo rifugio per alienarsi dalla realtà… Dio è un innamorato che vale la pena di amare, uno che si commuove davanti ai passerotti, che conta i capelli del nostro capo.
Da Gesù Matteo impara a essere vero e libero e parla, come un fiume in piena, del Regno, di Dio, di lui, il Maestro.

Ora Matteo ci dice (dopo una trentina di anni da quell’incontro) che ne è valsa la pena, che lo rifarebbe e che, anzi, ciascuno di noi può farlo.

Matteo dice di aver fatto il miglior affare della sua vita lasciando tutto e seguendo il Nazareno, dice che è come avere scoperto un tesoro nel campo.

Sì, la nostra vita è come una gigantesca caccia al tesoro. Ci vuole grinta, forza, lucidità per gareggiare; bisogna tapparsi le orecchie di fronte ai troppi che ammiccano vendendoti a peso d’oro le istruzioni per trovare il tesoro, tenere duro davanti ai troppi che ti dicono che il tesoro non c’è.

Matteo dice che lui, il tesoro l’ha trovato. E il suo incontro non è stato una folgorazione mistica che scompare con il tempo, ma un’emozione che è diventata brace ardente nelle sue scelte.

da Parola e preghiera, Edizioni San Paolo

25 julio

Il nome di Gesù... quando pregare non è facile!

Ci sono momenti in cui la preghiera non è facile!
Vi sono giorni mediocri accompagnati da preoccpazioni, paure, confusione.
Ecco una preghiera per quanti di noi non hanno "tempo per pregare"! o sono troppo preoccupati per farlo.
E' il nome di Gesù.
Pregare con una parola sola!
Avere l'umiltà coraggiosa di credere nellapotenza e nella dolcezza del nome: Gesù!

Il nome di Gesù non è solamente luce,
è anche nutrimento.
Vi ricordate di lui?
Ne siete fortificati e riconfortati.
Gesù è miele sulla bocca!
Gesù è melodia per l'orecchio!
Gesù è nella gioia, nel cuore!
Sei triste?
Il nome di Gesù venga nel tuo cuore
e salga alle tue labbra!
Alla luce di questo nome,
le nubi si dissipano e ritorna il sereno.

San Bernardo, Discorsi sul Cantico dei Cantici

23 julio

Paolo: uomo di relazioni profonde


paolo e pietro Mi sono fatto tutto a tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il Vangelo”. (1 Cor 9,22-23).
La riflessione su Paolo, cittadino d'Europa, ci dà la possibilità di focalizzare il nostro sguardo su Paolo uomo di relazione...
L'espressione forte e determinata di Paolo, ci fa pensare ad un uomo che ha molto chiara la motivazione su cui gioca la vita (tutto per il Vangelo di Gesù Cristo) e nello stesso tempo fa emergere come la relazione con Gesù favorisce la libertà della sua persona e la maturità nei rapporti interpersonali. La relazione folgorante che Paolo ha avuto con Gesù sulla via di Damasco lo ha fatto sentire talmente amato da Lui (“questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me”, Gal 2,20) che le sue relazioni da quel momento in poi sono state sempre e solo orientate a Gesù...
II suo “farsi tutto a tutti” non segue una logica di superficialità o di svendita del proprio pensiero, della propria personalità, ma rientra in una visione di amore profondamente libero e quindi non selettivo ne esclusivo ne interessato, solo intento a portare gli altri (le loro sofferenze, le loro gioie, la loro ricerca di verità) nella relazione con Gesù e dalla relazione con Gesù arrivare agli altri. Pensiamo che un simile cammino di crescita e di libertà nelle relazioni sia avvenuto gradualmente anche per Paolo, (la maturità relazionale a la conseguenza di quella personale).
Egli ha dovuto fare i conti:
- con la
diffidenza...,
- con la
gestione dei conflitti...,
- con la propria
fragilità...,
- con la
tenerezza delle relazioni...,
- con la
capacità di prendersi cura...,
- ...

Paolo, uomo capace di relazioni profonde, libere e liberanti; Paolo, cittadino d'Europa, uomo di dialogo, di ascolto, di coerenza con la sua vocazione; Paolo, uomo consapevole del dono ricevuto, che si a lasciato portare dal Vangelo per strade inaspettate sulle quali ha annunciato, incontrato, sofferto, amato.

Di Roberto Roveran e Tosca Ferrante (a cura) in Paulus n.2, Agosto 2008  
Per leggere l'articolo completo

22 julio

Dentro di noi


“Cristo, sono duemila anni che aspettiamo il tuo ritorno!”

“io”, risponde lui dalle sue tane, “non sono MAI partito da voi. Siete voi che ogni giorno mi linciate, o peggio ancora, tirate dritto senza vedermi, come se io fossi l’ombra di un cadavere putrefatto sotto terra. Io tutti i giorni vi passo vicino mille volte, mi moltiplico per tutti quanti siete, i miei segni riempiono ogni millimetro dell’universo, e voi non li riconoscete, pretendete di aspettare chissà quali altri segni volgari…”

“Che cosa simboleggia l’albero senza frutto, ricco solo di foglie incommestibili, maledetto e dannato alla sterilità perpetua, nonostante che si fosse fuori stagione?” Mt 11,12-14

“Il senso è chiaro: per chi riconosce Cristo al suo passaggio, è sempre stagione. E chi non riconoscendolo gli nega la propria frutta col pretesto del tempo e della stagione, è maledetto. Non si discute. Non c’è pretesto per rimandare, perché Cristo non deve scendere dalle stelle, o da un passato e futuro chi sa dove, ma sta qui, adesso, dentro a noi. Pure questa non è una novità, è cosa risaputa, grida ai quattro venti: che dentro a ciascuno di noi c’è un Cristo.”
Elsa Morante, La storia

21 julio

Il seme del Regno


 
O Padre, tu nascondi
nella terra della nostra umanità
il seme del tuo Regno.
È piccolo come un granellino di senapa
e lo possiamo calpestare
Rendi vigile lo sguardo
del nostro cuore
perché possiamo scorgere
e far crescere la presenza
del tuo Regno in mezzo a noi.
Allora diventerà un grande albero,
luogo di ristoro per ogni uomo.
Allora saremo pieni di stupore
perché tu fai cose grandi
con ciò che è piccolo.
Amen
da Parola e preghiera, edizioni San Paolo

Pazienza e misericordia (Mt 13,24-43)


zizzania[1] La Parola di Dio squarcia le tenebre con un’idea immensa, quella della pazienza
Pazientare è attendere con dolore, sapendo che il male finirà. Viviamo sulla nostra pelle la contraddizione del male che coabita col bene, anche nei nostri cuori, e il Signore ci chiede di lasciar fare a Lui.
Pazienza discepoli di Gesù, viviamo tempi bui, in cui la ragione e la fede devono fare i conti con l’indifferenza.
Pazienza, discepoli del Nazareno, la guerra è già vinta, il giorno è avanzato, la verità come torrente sotterraneo sta raggiungendo il mare.
Pazienza, amico che leggi, se ti sembra che le tenebre ancora rovinino la tua vita: abbiamo tutta la vita per imparare a vivere.
Pazienza se pensavi di essere migliore, talvolta la bruciante esperienza del limite ci spalanca la diga della misericordia. E ci rende simili al saggio padrone del campo.

da Parola e preghiera, edizioni San Paolo

20 julio

Rimanere fedeli al “sì” - GMG 2008


madre della tenerezza Cari giovani amici,
ci apprestiamo ora a recitare insieme la bella preghiera dell’Angelus.  In essa rifletteremo su Maria, giovane donna in colloquio con l’angelo che la invita a nome di Dio ad una particolare donazione di se stessa, della propria vita, del proprio futuro di donna e di madre…

L’angelo comprese la sua ansia e immediatamente cercò di rassicurarla: “Non temere, Maria... Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra lapotenza dell’Altissimo” (Lc 1, 30, 35).
Fu lo Spirito a darle la forza e il coraggio di rispondere alla chiamata del Signore.
Fu lo Spirito ad aiutarla a comprendere il grande mistero che stava per compiersi per mezzo di lei.
Fu lo Spirito che la avvolse con il suo amore e la rese capace di concepire il Figlio di Dio nel suo grembo.

Questa scena costituisce forse il momento cardine nella storia del rapporto di Dio con il suo popolo…
Nel messaggio dell’angelo, era Dio ad avanzare una proposta di matrimonio con l’umanità. E a nome nostro, Maria disse di sì

Cari giovani, anche noi dobbiamo rimanere fedeli al “sì” con cui abbiamo accolto l’offerta di amicizia da parte del Signore. Sappiamo che egli non ci abbandonerà mai. Sappiamo che Egli ci sosterrà sempre con i doni dello Spirito. Maria ha accolto la “proposta” del Signore a nome nostro. Ed allora, volgiamoci a lei e chiediamole di guidarci nelle difficoltà per rimanere fedeli a quella relazione vitale che Dio ha stabilito con ciascuno di noi. Maria è il nostro esempio e la nostra ispirazione; Ella intercede per noi presso il suo Figlio, e con amore materno ci protegge dai pericoli.

Omelia di Benedetto XVI ai giovani della GMG, Angelus, Sydney 20 luglio 2008

"Aprite il vostro cuore alla forza dello Spirito..." - GMG 2008


507HR[1] “avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi” (At 1,8).  Abbiamo visto realizzata questa promessa! ...
La forza dello Spirito non cessa mai di riempire di vita la Chiesa! ...

Tuttavia questa forza, la grazia dello Spirito, non è qualcosa che possiamo meritare o conquistare; possiamo solamente riceverla come puro dono. L’amore di Dio può effondere la sua forza solo quando gli permettiamo di cambiarci dal di dentro. Noi dobbiamo permettergli di penetrare  nella dura crosta della nostra indifferenza, della nostra stanchezza spirituale, del nostro cieco conformismo allo spirito di questo nostro tempo. Solo allora possiamo permettergli di accendere la nostra immaginazione e plasmare i nostri desideri più profondi. Ecco perché la preghiera è così importante: la preghiera quotidiana, quella privata nella quiete dei nostri cuori e davanti al Santissimo Sacramento e la preghiera liturgica nel cuore della Chiesa. Essa è pura ricettività della grazia di Dio, amore in azione, comunione con lo Spirito che dimora in noi e ci conduce, attraverso Gesù, nella Chiesa, al nostro Padre celeste. Nella potenza del suo Spirito, Gesù è sempre presente nei nostri cuori, aspettando quietamente che ci disponiamo nel silenzio accanto a Lui per sentire la sua voce, restare nel suo amore e ricevere la “forza che proviene dall’alto”, una forza che ci abilita ad essere sale e luce per il nostro mondo.

Cari giovani, permettetemi di farvi ora una domanda.
- Che cosa lascerete voi alla prossima generazione?
- State voi costruendo le vostre esistenze su fondamenta solide, state costruendo qualcosa che durerà?
- State vivendo le vostre vite in modo da fare spazio allo Spirito in mezzo ad un mondo che vuole dimenticare Dio, o addirittura rigettarlo in nome di un falso concetto di libertà?
- Come state usando i doni che vi sono stati dati, la “forza” che lo Spirito Santo è anche ora pronto a effondere su di voi?
- Che eredità lascerete ai giovani che verranno?
- Quale differenza voi farete?...

Cari giovani amici, il Signore vi sta chiedendo di essere profeti di questa nuova era, messaggeri del suo amore, capaci di attrarre la gente verso il Padre e di costruire un futuro di speranza per tutta l’umanità.

Omelia di Benedetto XVI ai giovani della GMG, Celebrazione Eucaristica, Sydney 20 luglio 2008

19 julio

"Credi a ciò che Dio sussurra al tuo cuore" - GMG 2008


Papa_Giovani_USA190408_FN1[1]"... Cari giovani, non è forse a causa della vostra fede che amici in difficoltà o alla ricerca di senso nella loro vita si sono rivolti a voi? Siate vigilanti! Sappiate ascoltare! Attraverso le dissonanze e le divisioni del mondo, potete voi udire la voce concorde dell’umanità? Dal bimbo derelitto di un campo nel Darfur ad un adolescente turbato, ad un genitore in ansia in una qualsiasi periferia, o forse proprio ora dalle profondità del vostro cuore, emerge il medesimo grido umano che anela ad un riconoscimento, ad un’appartenenza, all’unità. Chi soddisfa questo desiderio umano essenziale ad essere uno, ad essere immerso nella comunione, ad essere edificato, ad essere guidato alla verità? Lo Spirito Santo! Questo è il suo ruolo: portare a compimento l’opera di Cristo. Arricchiti dei doni dello Spirito, voi avrete la forza di andare oltre le visioni parziali, la vuota utopia, la precarietà fugace, per offrire la coerenza e la certezza della testimonianza cristiana! ...

L’amore è il segno della presenza dello Spirito Santo! Le idee o le parole che mancano di amore – anche se appaiono sofisticate o sagaci – non possono essere “dello Spirito”. Di più: l’amore ha un tratto particolare; lungi dall’essere indulgente o volubile, ha un compito o un fine da adempiere: quello di permanere. Per sua natura l’amore è durevole. Ancora una volta, cari amici, possiamo gettare un ulteriore colpo d’occhio su quanto lo Spirito Santo offre al mondo:
amore che dissolve l’incertezza;
amore che supera la paura del tradimento;
amore che porta in sé l’eternità;
il vero amore che ci introduce in una unità che permane! ...

Invochiamo lo Spirito Santo: è lui l’artefice delle opere di Dio (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 741). Lasciate che i suoi doni vi plasmino! Come la Chiesa compie lo stesso viaggio con l’intera umanità, così anche voi siete chiamati ad esercitare i doni dello Spirito tra gli alti e i bassi della vita quotidiana. Fate sì che la vostra fede maturi attraverso i vostri studi, il lavoro, lo sport, la musica, l’arte. Fate in modo che sia sostenuta mediante la preghiera e nutrita mediante i Sacramenti, per essere così sorgente di ispirazione e di aiuto per quanti sono intorno a voi. Alla fine, la vita non è semplicemente accumulare, ed è ben più che avere successo. Essere veramente vivi è essere trasformati dal di dentro, essere aperti alla forza dell’amore di Dio. Accogliendo la potenza dello Spirito Santo, anche voi potete trasformare le vostre famiglie, le comunità, le nazioni. Liberate questi doni! Fate sì che sapienza, intelletto, fortezza, scienza e pietà siano i segni della vostra grandezza!

discorso di Benedetto XVI ai giovani della GMG, Veglia di preghiera, Sydney 19 luglio 2008

18 julio

"Scegli dunque la vita" - GMG 2008


giovani_messina

“…Che cosa vuole realmente dire essere “vivo”, vivere appieno la  vita? È questo ciò che tutti vogliamo, specialmente in gioventù, ed è questo che Cristo vuole per noi. Infatti, egli ha detto: “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10, 10)…

Un luminoso esempio di che cosa vuol dire allontanarsi dalla via della morte per incamminarsi sulla via della vita lo troviamo in una pagina del Vangelo che, ne sono sicuro, tutti voi conoscete bene: la parabola del figliol prodigo. ..

Cari amici, vedo in voi degli ambasciatori di speranza per quanti si trovano in situazioni simili. Voi potete convincerli della necessità di scegliere la via della vita e di rifuggire dalla via della morte, perché parlate in base all’esperienza. In tutti i Vangeli, sono coloro che hanno operato scelte sbagliate ad essere particolarmente amati da Gesù, perché, quando si sono resi conto del loro errore, si sono aperti più degli altri alla sua parola risanatrice. … Potete essere certi che, proprio come il Padre del racconto del figliol prodigo, Gesù vi accoglie a braccia spalancate. Vi offre il suo amore incondizionato: ed è nella profonda amicizia con lui che si trova la pienezza della vita.

Cari giovani amici, il messaggio che oggi rivolgo a voi è lo stesso che Mosè formulò tanti anni or sono. “ perché tu e la tua discendenza possa vivere, amando il Signore tuo Dio”. Il suo Spirito vi guidi sulla via della vita, per obbedire ai suoi comandamenti, seguire i suoi insegnamenti, abbandonare le scelte sbagliate che portano solo alla morte, e impegnarvi per tutta la vita nell’amicizia con Gesù Cristo. Con la forza dello Spirito Santo, scegliete la vita e scegliete l’amore, e siate testimoni davanti al mondo della gioia che ne scaturisce. Questa è la mia preghiera per ciascuno di voi in questa Giornata Mondiale della Gioventù. Dio vi benedica tutti.

Discorso di Benedetto XVI - Incontro con i giovani della comunità di recupero dell'università Notre Dame di Sydney, 18 luglio 2008  

17 julio

Cristo offre di più! Anzi, offre tutto! - GMG 2008


fotocentrale[1]

  "... Cari amici, la vostra personale esistenza è stata voluta da Dio, benedetta da lui e ad essa è stato dato uno scopo (cfr Gn 1,28)! La vita è una ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia.

Non lasciatevi ingannare da quanti vedono in voi semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità.

Cristo offre di più! Anzi, offre tutto! Solo lui, che è la Verità, può essere la Via e pertanto anche la Vita. Così la “via” che gli Apostoli recarono sino ai confini della terra è la vita in Cristo. È la vita della Chiesa. E l’ingresso in questa vita, nella via cristiana, è il Battesimo...

Cari amici, a casa, a scuola, all’università, nei luoghi di lavoro e di svago, ricordatevi che siete creature nuove. Come cristiani, voi siete in questo mondo sapendo che Dio ha un volto umano – Gesù Cristo – la “via” che soddisfa ogni anelito umano, e la “vita” della quale siamo chiamati a dare testimonianza, camminando sempre nella sua luce . Il compito di testimone non è facile. Vi sono molti, oggi, i quali pretendono che Dio debba essere lasciato “in panchina” ..."

Dal discorso di Benedetto XVI ai Giovani, 
Festa di accoglienza dei giovani, Brangaroo di Sydney, 17 luglio 2008  

16 julio

Riempi il nostro cuore di te!


semplicità Signore Gesù, riempi il nostro cuore di te!
Fa' che non diciamo parole vane,
ma che ci lasciamo avvincere
e legare da te.
Strappa dal nostro cuore
le paure,
il bisogno di avere un ruolo,
che se è giusto nelle sue espressioni quotidiane
diventa però sbagliato quando è ossessivo.
Donaci la libertà di servirti con umiltà,
sapendo che in ogni piccolo servizio
raggiungiamo simbolicamente Gerusalemme,
il luogo della tua croce e della tua risurrezione,
e la Chiesa che è sparsa in tutto il mondo.

Card. Carlo Maria Martini

15 julio

Discussione su Sulle vie del Vangelo

 

Citazione

CAMPO BIBLICO per giovani dai 18 ai 30 anni
Sulle vie del Vangelo
Tenuto da: Figlie di San Paolo
Data: dal 12 al 18 Agosto
Localita: M. di Camerata (SA)
Visualizza l'evento su Windows Live Spaces
14 julio

Scardinare le proprie certezze (Mt 10,34-11,1)


vita Alcuni pensano che la fede sia rassicurante, che i cristiani siano dei beoti paurosi che si rifugiano nelle rassicuranti certezze della fede cattolica. Che ridere, evidentemente questi non hanno mai Ietto il vangelo di oggi! Seguire il Nazareno significa scardinare le proprie certezze, creare dei conflitti, confrontarsi col mondo. Di più: in ebraico, per dire che una ragazza a bellissima, si dice: non a brutta. Così Gesù, per dire che lui va amato più di chiunque altro, dice: bisogna odiare gli altri. Siamo seri, amici, il Dio che è diventato uomo, il Dio che ha voluto abitare in una famiglia, non chiede certo di rinunciare a tutte queste belle cose! Ciò, che dice il Signore è provocatorio: egli afferma di essere più della più grande gioia che un essere umano possa provare. Che coraggio ha Gesù! Dio può, essere più bello di un'esperienza di innamoramento? La sua presenza può colmare il cuore più della gioia che provo nell'abbracciare mio figlio? Così è, amici. E se, invece, all'idea di Dio sentiamo non il fuoco divorante della passione, ma una piccola puzza di bruciato, significa che la nostra fede va rinsaldata. A questo Dio che ama la vita, va la nostra lode, affinché ciascuno di noi, oggi, possa fare esperienza della bellezza dell'essere discepolo di Gesù!

da: Parola e preghiera, Edizioni San Paolo