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28 octubre

Lezione di saggezza

Ho letto, non ricordo dove,
la più esauriente lezione di saggezza
che si possa dare.
Era un aneddoto di sei o sette righe.
Lo trascrivo a memoria:
“Un professore di filosofia sale in cattedra
e, prima di iniziare la lezione,
toglie dalla cartella un grande foglio bianco
con una piccola macchia d’inchiostro nel mezzo.
Rivolto agli studenti domanda:
‘Che cosa vedete qui?’.
‘Una macchia d’inchiostro’, risponde qualcuno.
‘Bene’, continua il professore.
“Così sono gli uomini:
vedono soltanto le macchie, anche le più piccole,
e non il grande e stupendo foglio bianco
che è la vita’”.

(Vittorio Buttafava, La vita è bella nonostante)
In AA.VV., Canto alla vita, Paoline, 2009

Avremo fame domani

DSC00463Domani
avremo fame domani fame di un mondo
che apra alla gioia e alla condivisione
avremo fame domani
farne di amare
fame di speranza
fame di orgoglio
fame di un mondo senza ambiguità.
Avremo fame domani
della presenza di altri
della presenza di tutti gli uomini
di questa vita disabitata
morsa dalla solitudine.
Avremo fame domani
non di bassezze
e di tristi vergogne
avremo fame domani
di tenerezza sbocciata
lontano dal filo spinato
della segregazione.
Avremo fame domani
non di falsi amici dal cuore doppio
non di cuori vigliacchi
e volgarmente avidi
disseccati dall'egoismo.
Avremo fame domani
fame di guarire il mondo
dalla sua trasudante miseria
fame di combattere il male
ed i suoi molti complici.
Avremo fame domani
fame di preparare il mondo
alla fastosa fortuna della Fraternità.
Fame di uno sforzo su noi stessi
perché nasca l'Uomo
e rinasca il mondo
fame perché sbocci la SPERANZA
di un mondo nuovo e stellato.
Avremo fame domani
di quelle strade scoscese
che portano alla città
lontano dai rovi del disprezzo
dell'odio
del rancore.
Avremo fame domani
di generosi costruttori di cittadelle
che anziché intonare
i canti tribali
dell'odio e della razza
faranno crescere
fraternamente
fianco a fianco
malgrado le loro diversità
tutte le razze
la gialla e la bianca e la nera
in una sinfonia
di Fraternità.
Avremo fame domani
perché tutti gli uomini
spezzando le loro catene
e facendo una catena
conducano il mondo
alla fonte della condivisione.
JOSEPH M. TALA, del Camerun (Poeti Africani Anti-Apartheid, Edizioni dell'Arco)

27 octubre

Apri la vita alla speranza (Rm 8,18-25; Lc 13,18-21)

DSC04852 Gesù,
gloria che il Padre continua a rivelare,
Signore della Creazione,
Signore dei figli di Dio,
apri la vita alla speranza,
strappa la vita a ciò che la degrada,
liberala da ciò che l'intralcia.
Zampillino la tua libertà e la tua gloria,
che ci doni in condivisione.
Ascolta la preghiera dei figli di Dio
che attendono la liberazione.
Sì, te ne preghiamo:
il tuo Spirito ci colmi di speranza
affinché, grazie alle tue meraviglie,
siamo invitati alla gioia che, piccolo seme,
diventerà fogliame dell'albero, riparo degli uccelli;
la gioia che, umile lievito, è segno che il Regno
viene incontro alla nostra speranza,
oggi, domani e per i secoli dei secoli. Amen.

18 octubre

La mia porta è spalancata

porta_amore[1] Signore perché mi hai detto
di amare
tutti gli uomini miei fratelli?
Signore, mi fanno male.
Sono ingombranti,
sono invadenti.
Hanno troppa fame,
mi divorano.
Non posso più far nulla.
Quanto più entrano,
tanto più spingono
la porta e tanto più
la porta si apre…
Ah! Signore,
la mia porta è spalancata!

Non ne posso più!
E' troppo per me!
E la mia situazione?
E la mia famiglia?
E la mia tranquillità?
E la mia libertà?
E io?

Ah, Signore, ho perso tutto,
non sono più io.
Non c'è più posto per me in casa mia.

«Non temere nulla», dice Dio.
«Hai guadagnato tutto.
Perché mentre gli uomini entravano
in casa tua, io, tuo Padre,
lo, tuo Dio, sono scivolato tra loro»
M. Quoist

17 octubre

Il primo libro del Padre

La tua parola è luce ai miei passi
Gesù,
tante volte ho invidiato
coloro che ti hanno ascoltato
dal vivo.
"Quelli sì — ho pensato —
potevano capire bene
la parola di Dio che annunciavi".
Poi ho scoperto
che tu invitavi
i tuoi contemporanei
a guardare gli uccelli e i fiori,
il cielo rosso di sera,
la povera vedova
che donava al tempio
tutti gli spiccioli che aveva,
il centurione pagano
che si fidava completamente di te,
Gerusalemme, così bella e così ostile...

Allora ho capito che tu parli anche a me
dal vivo, come facevi in Palestina.
Sono io a dover stare attento ad ascoltarti
nelle cose che mi circondano,
dalle persone che mi vivono accanto.

Gesù, quante cose, quanti fatti
nella mia vita di ogni giorno...
E poi la televisione che in continuazione
mi mette il mondo davanti agli occhi...

Gesù, io non conosco ancora bene
il libro della Bibbia e del Vangelo.
Conosco però la vita di giorno:
il primo libro che il Padre ha scritto.

Gesù, aiutami ad ascoltarti dal vivo,
leggendo questo libro che ho sempre davanti a me.
Tonino Lasconi, Amico Dio, Paoline

16 octubre

essere miti…

DSC01906 Signore Gesù,
oggi è davvero difficile essere miti.
Viviamo in una società dove la violenza dilaga
senza risparmiare nessuno.
Siamo vittime di una logica cieca
che spesso si impone con la forza e la prepotenza
e che vuole far credere che ha ragione
solo chi alza la voce e mostra i muscoli.
Tu ci hai testimoniato un altro stile di vivere
fondato sul rispetto reciproco,
sulla forza del dialogo,
sulla capacità di accogliere l'altro come un dono
senza vederlo come un nemico da combattere
o un concorrente da eliminare.
Tu ci hai insegnato a non essere arroganti
ma pazienti e fiduciosi verso gli altri
Hai sperimentato sulla tua pelle che essere miti
significa estirpare dal nostro cuore
l'odio, la vendetta, l'orgoglio, l'invidia,
perdonare senza misura.
Solo guardando a te
possiamo trovare la forza di essere miti.
Facci capire che essere non violenti è una scelta
che richiede coraggio,
ma è la vera alternativa
per dare inizio a una civiltà nuova.
Amen.
Pino. Fanelli, Felicità con le ali, Paoline

15 octubre

Sei importante

Vocazione:
è la parola che dovresti amare di più,
perché è il segno
di quanto sei importante
agli occhi di Dio.
Se ti chiama,
vuol dire che ti ama,
gli stai a cuore.
Lui ha pensato a te.
Ti ha affidato
un compito su misura…
Lui ha scritto sulla roccia
TI AMO, e accanto
ci ha messo il tuo nome.

Tonino Bello

13 octubre

Fammi dono…

le-veglie-per-vittime-dell-omofobia-2-6-aprile-2008-e-lo-scandalo-della-preghiera-dei-credenti-omosessuali[1] Fammi dono, o Padre,
della tua luce
perché impari a vedere
come vedi tu,
a pensare
come pensi tu,
a giudicare
come giudichi tu.
Dio mio, luce
e intramontabile.

Fammi dono, o Cristo,
della tua Parola
perché impari ad ascoltare
come hai ascoltato tu,
a dialogare
come hai dialogato tu,
ad accogliere
come hai accolto tu.
Dio mio, verità infinita!

Fammi dono, o Spirito,
del tuo amore,
perché impari a consolare
come consoli tu,
a perdonare
come perdoni tu,
ad amare
come ami tu.
Dio mio, amore inesauribile!
Carlo Ghidelli

12 octubre

amicizia è...

L'amicizia ha origine dall'amore,
da un amore
affettuoso,
discreto
forte.

Affettuoso per amare con dolcezza,
discreto per amare con prudenza,
forte per amare con perseveranza.

(Ailredo di Rievaulx)
11 octubre

Stupito davanti a Te

IMG_8095 Se davanti a te, Signore,
io mi inchino,
se mi curvo,
se mi inginocchio,
se mi piego,
se mi prostro,
se abbasso la mia statura,
se mi avvicino alla terra,
se nello spazio
diminuisco il mio posto
non e a motivo
di antichi terrori.

È semplicemente
perché tu sei Dio
è la vita viene da te.
E’ unicamente
perché io sono un uomo
e davanti a te
sempre resterò stupito.
Certuni gridano alla idolatria.
Io mi inchino
davanti all'amore,
soprattutto quando
è senza misura...
C. Singer, Pregare, Paoline

10 octubre

Credo… in te, nell’altro, nell’uomo… credo1

Credo
Credo, Signore, nell'uomo,
nel suo essere cosa «molto» buona.
Credo che può compiere grandi cose,
guidato dal tuo Spirito.
Credo in me stesso,
nei tuoi doni, nella tua bontà.
Credo nella santità alla quale mi chiami
e che è più grande e più forte del peccato.
Credo nella vocazione che mi hai dato,
nella sua grandezza.
Credo negli altri,
nei compagni che incontro nel cammino.
E credo soprattutto in te,
che tutto puoi
nel tuo immenso amore per me.
Amen.

09 octubre

Se ti dimentico

Pozzuoli...
Mi ricordo di tutto, Signore,
ma ben poco della tua tenerezza.
Credo di conoscere tutta la mia vita
e getto lontano, nel nulla,
ciò che ha fatto di me il tuo amore.
Perché dimenticarti?
Perché svenderti?


Aprimi al tuo silenzio,
tutto ciò che ho dimenticato
sussurralo al mio orecchio.
Non vorresti confidarmi
ciò che mi rende fedele a te?
Non vuoi che la mia carne
ritrovi il ricordo
della tua mano chiusa nella mia?

Sciogli lontano da me
le vecchie brume dell'oblio.
Ma nel più profondo di me
incidi con tutto il tuo fuoco
la meraviglia della tua gloria.
Allora la mia vita si risveglierà
e il mio amore saprà ricordarsi,
e vedrai tutto il mio essere
ardere della Parola di gioia
e correre davanti ai fratelli
per cantare il suo Signore
e lodare il mio Dio.
P. G, d
al Salmo 136

07 octubre

Prega

Prega
per gridare che sei libero
d'inventare il corso della tua vita.

Prega
per piangere e cantare,
per lamentarti e danzare,
per mormorare e urlare,
ma prega.

Prega per dire:
Dio e io ci si capisce
a parole sussurrate
o nel silenzio.

Prega
per ricordare al Padre
che tu esisti
e che lui è responsabile di te.

Prega
per riunirti ai tuoi fratelli
e legarti a loro.
Dio, i tuoi fratelli, tu:
voi, insieme, rinnoverete
la faccia della terra.
C. Singer

06 octubre

Respirare con il mondo!

Mare-e-gabbiani[1] Padre, quando mi chiudo in me stesso
e penso che il mondo finisce con me,
perché gli altri mi pesano, mi stressano
e tutto mi dà noia e fastidio,

mi fa bene pregarti con il mio respiro.
Costringo i polmoni a respirare con calma,
e penso all'aria che entra dentro di me.

La sento. Essa arriva dai monti e dai mari,
dai ghiacciai e dalle steppe, dai deserti infuocati,
dai prati fioriti, dai fiumi, dai laghi, dalle foreste...
La sento e, attraverso i polmoni, tutto il mondo
diventa mio sangue e mia vita.

La sento. Essa arriva da coloro che soffrono,
da coloro che danzano e che giocano,
da coloro che non hanno amicizie,
da coloro che pregano, da coloro che piangono,
da coloro che hanno fame, da coloro che hanno freddo,
da coloro che lavorano, da coloro che si riposano,
da coloro che cercano di trattenerla nell'agonia.

La sento, e ogni respiro diventa il mio respiro,
ogni vita diventa la mia vita.

Padre, aiutami a respirare con il mondo.
Aiutami a respirare con tutti i tuoi figli.
Non lasciare che io mi chiuda in me stesso.
Con l'aria che mi riempie i polmoni
fammi respirare il tuo Spirito,
perché io non dimentichi mai che tu sei Padre,
Padre di tutti, Padre «nostro».
Tonino Lasconi, Amico Dio, Paoline

05 octubre

Il rabbino che danzava

magnificat_danza Gli ebrei di una piccola città della Russia aspettavano in ansia l'arrivo di un rabbino.
Era un avvenimento molto raro, perciò essi prepararono a lungo le domande che intendevano porre al maestro.
Quando finalmente questi arrivò e partecipò a un incontro organizzato nella sala consiliare, poté avvertire la tensione che era nell'aria mentre essi si disponevano ad ascoltare le risposte ai loro quesiti.

All'inizio non disse nulla, ma si limitò a guardarli negli occhi, modulando a bocca chiusa un motivetto orecchiabile.
Presto tutti lo imitarono, allora egli cominciò a cantare ed essi fecero lo stesso.
Si mise a danzare, ondeggiando con movenze solenni e cadenzate, seguito da tutti i fedeli.
A poco a poco la danza con i suoi movimenti assorbì la loro attenzione al punto da far loro dimenticare ogni altra cosa e ciascuno ritrovò la sua integrità, poiché era stato guarito dalla frammentazione interiore che impedisce di raggiungere la verità.

Trascorse quasi un'ora prima che la danza a poco a poco cessasse.
La stanza era immersa in un silenzio colmo di pace e tutti si sedettero, come liberati da una forte tensione interiore.
Allora il rabbino pronunciò le uniche parole di tutta la serata:
«Confido di aver risposto alle vostre domande».

Fu chiesto a un derviscio perché si servisse della danza per adorare Dio.
«Perché», rispose,
«adorare Dio significa
morire a se stessi;
danzare uccide il proprio ego
e quando l'ego muore,
ogni problema scompare.
Dove non c'è l'ego, c'è l'amore, c'è Dio».
A. De Mello, La preghiera della rana 1, Paoline

Ho voglia di parlarti Signore

Giovane in preghiera Tu sei qui, Signore.
Come un padre!
Ho voglia di parlare,
e a te,
più che a un amico,
posso confidarmi.

Ascoltami,
lasciati toccare.
Tu mi sembri così lontano
e tanto in alto
che ho paura
di affrontare
il mondo da solo.

Conducimi tu, Signore,
fino alla tua rupe.
Tendimi la mano
e prendimi con te.
Io ti cerco,
ma tu
fatti conoscere.
Non sono della tua razza?

Eccomi, sono il tuo bimbo.
La tua vita brucia
e ribolle
in me
e io voglio
che trabocchi
fuori di me.
Nel tuo nome
io sarò amichevole,
sarò comprensivo,
sarò umano,
sarò tuo Figlio.

Con la tua forza
che sgorga dentro di me,
vorrei costruire la Chiesa,
e che sia la nostra casa.
Con te voglio lavorare
perché ho fiducia.
Aiutami a operare sempre
senza mai rinunciare,
perché su di te
ho fondato tante speranze.

Con te, Signore,
voglio vivere,
semplicemente
e che la mia vita
sia la mia preghiera.
Chiara, Giuseppe, Patrizio, liceali di 17 anni, in Pregare, Paoline

Amore… dono della fiducia

Il dono dell'amore «Se vi è possibile avere fiducia,
sopraggiungerà l'amore.
Non vi è più bisogno di preghiera
e di meditazione,
non vi è più bisogno del tempio
e della Chiesa,
potete dimenticare Dio,
se riuscite ad amare,
perché mediante l'amore
tutto vi viene donato,
meditazione, preghiera e Dio,
tutto vi sarà donato.
Gesù ha dichiarato questo,
quando ha detto:
Dio è amore ».
Bhagwan Shreerajneesh

02 octubre

… una luce

Commini nel mondo con gli occhi bendati
e il cuore ferito dall'ipocrisia,
così non ti accorgi dei semi del Regno
che stanno sbocciando sotto la neve.
Perché la violenza di pochi malvagi
ha sempre ragione di tenti innocenti?
Se ognuno nel mondo accendesse una luce
sarebbe sconfitto l'oscurità.
...Per sempre.
Fabio Baggio, La locanda di Emmaus, Paoline