Ho letto, non ricordo dove, la più esauriente lezione di saggezza che si possa dare. Era un aneddoto di sei o sette righe. Lo trascrivo a memoria: “Un professore di filosofia sale in cattedra e, prima di iniziare la lezione, toglie dalla cartella un grande foglio bianco con una piccola macchia d’inchiostro nel mezzo. Rivolto agli studenti domanda: ‘Che cosa vedete qui?’. ‘Una macchia d’inchiostro’, risponde qualcuno. ‘Bene’, continua il professore. “Così sono gli uomini: vedono soltanto le macchie, anche le più piccole, e non il grande e stupendo foglio bianco che è la vita’”. (Vittorio Buttafava, La vita è bella nonostante) In AA.VV., Canto alla vita, Paoline, 2009
Domani avremo fame domani fame di un mondo che apra alla gioia e alla condivisione avremo fame domani farne di amare fame di speranza fame di orgoglio fame di un mondo senza ambiguità. Avremo fame domani della presenza di altri della presenza di tutti gli uomini di questa vita disabitata morsa dalla solitudine. Avremo fame domani non di bassezze e di tristi vergogne avremo fame domani di tenerezza sbocciata lontano dal filo spinato della segregazione. Avremo fame domani non di falsi amici dal cuore doppio non di cuori vigliacchi e volgarmente avidi disseccati dall'egoismo. Avremo fame domani fame di guarire il mondo dalla sua trasudante miseria fame di combattere il male ed i suoi molti complici. Avremo fame domani fame di preparare il mondo alla fastosa fortuna della Fraternità. Fame di uno sforzo su noi stessi perché nasca l'Uomo e rinasca il mondo fame perché sbocci la SPERANZA di un mondo nuovo e stellato. Avremo fame domani di quelle strade scoscese che portano alla città lontano dai rovi del disprezzo dell'odio del rancore. Avremo fame domani di generosi costruttori di cittadelle che anziché intonare i canti tribali dell'odio e della razza faranno crescere fraternamente fianco a fianco malgrado le loro diversità tutte le razze la gialla e la bianca e la nera in una sinfonia di Fraternità. Avremo fame domani perché tutti gli uomini spezzando le loro catene e facendo una catena conducano il mondo alla fonte della condivisione. JOSEPH M. TALA, del Camerun (Poeti Africani Anti-Apartheid, Edizioni dell'Arco)
Gesù, gloria che il Padre continua a rivelare, Signore della Creazione, Signore dei figli di Dio, apri la vita alla speranza, strappa la vita a ciò che la degrada, liberala da ciò che l'intralcia. Zampillino la tua libertà e la tua gloria, che ci doni in condivisione. Ascolta la preghiera dei figli di Dio che attendono la liberazione. Sì, te ne preghiamo: il tuo Spirito ci colmi di speranza affinché, grazie alle tue meraviglie, siamo invitati alla gioia che, piccolo seme, diventerà fogliame dell'albero, riparo degli uccelli; la gioia che, umile lievito, è segno che il Regno viene incontro alla nostra speranza, oggi, domani e per i secoli dei secoli. Amen.
Signore perché mi hai detto di amare tutti gli uomini miei fratelli? Signore, mi fanno male. Sono ingombranti, sono invadenti. Hanno troppa fame, mi divorano. Non posso più far nulla. Quanto più entrano, tanto più spingono la porta e tanto più la porta si apre… Ah! Signore, la mia porta è spalancata!
Non ne posso più! E' troppo per me! E la mia situazione? E la mia famiglia? E la mia tranquillità? E la mia libertà? E io?
Ah, Signore, ho perso tutto, non sono più io. Non c'è più posto per me in casa mia.
«Non temere nulla», dice Dio. «Hai guadagnato tutto. Perché mentre gli uomini entravano in casa tua, io, tuo Padre, lo, tuo Dio, sono scivolato tra loro» M. Quoist
Gesù, tante volte ho invidiato coloro che ti hanno ascoltato dal vivo. "Quelli sì — ho pensato — potevano capire bene la parola di Dio che annunciavi". Poi ho scoperto che tu invitavi i tuoi contemporanei a guardare gli uccelli e i fiori, il cielo rosso di sera, la povera vedova che donava al tempio tutti gli spiccioli che aveva, il centurione pagano che si fidava completamente di te, Gerusalemme, così bella e così ostile...
Allora ho capito che tu parli anche a me dal vivo, come facevi in Palestina. Sono io a dover stare attento ad ascoltarti nelle cose che mi circondano, dalle persone che mi vivono accanto.
Gesù, quante cose, quanti fatti nella mia vita di ogni giorno... E poi la televisione che in continuazione mi mette il mondo davanti agli occhi...
Gesù, io non conosco ancora bene il libro della Bibbia e del Vangelo. Conosco però la vita di giorno: il primo libro che il Padre ha scritto.
Gesù, aiutami ad ascoltarti dal vivo, leggendo questo libro che ho sempre davanti a me. Tonino Lasconi, Amico Dio, Paoline
Signore Gesù, oggi è davvero difficile essere miti. Viviamo in una società dove la violenza dilaga senza risparmiare nessuno. Siamo vittime di una logica cieca che spesso si impone con la forza e la prepotenza e che vuole far credere che ha ragione solo chi alza la voce e mostra i muscoli. Tu ci hai testimoniato un altro stile di vivere fondato sul rispetto reciproco, sulla forza del dialogo, sulla capacità di accogliere l'altro come un dono senza vederlo come un nemico da combattere o un concorrente da eliminare. Tu ci hai insegnato a non essere arroganti ma pazienti e fiduciosi verso gli altri Hai sperimentato sulla tua pelle che essere miti significa estirpare dal nostro cuore l'odio, la vendetta, l'orgoglio, l'invidia, perdonare senza misura. Solo guardando a te possiamo trovare la forza di essere miti. Facci capire che essere non violenti è una scelta che richiede coraggio, ma è la vera alternativa per dare inizio a una civiltà nuova. Amen. Pino. Fanelli, Felicità con le ali, Paoline
Vocazione: è la parola che dovresti amare di più, perché è il segno di quanto sei importante agli occhi di Dio. Se ti chiama, vuol dire che ti ama, gli stai a cuore. Lui ha pensato a te. Ti ha affidato un compito su misura… Lui ha scritto sulla roccia TI AMO, e accanto ci ha messo il tuo nome. Tonino Bello
Fammi dono,o Padre, della tua luce perché impari a vedere come vedi tu, a pensare come pensi tu, a giudicare come giudichi tu. Dio mio, luce e intramontabile.
Fammi dono,o Cristo, della tua Parola perché impari ad ascoltare come hai ascoltato tu, a dialogare come hai dialogato tu, ad accogliere come hai accolto tu. Dio mio, verità infinita!
Fammi dono, o Spirito, del tuo amore, perché impari a consolare come consoli tu, a perdonare come perdoni tu, ad amare come ami tu. Dio mio, amore inesauribile! Carlo Ghidelli
L'amicizia ha origine dall'amore, da un amore affettuoso, discreto forte. Affettuoso per amare con dolcezza, discreto per amare con prudenza, forte per amare con perseveranza. (Ailredo di Rievaulx)
Se davanti a te, Signore, io mi inchino, se mi curvo, se mi inginocchio, se mi piego, se mi prostro, se abbasso la mia statura, se mi avvicino alla terra, se nello spazio diminuisco il mio posto non e a motivo di antichi terrori.
È semplicemente perché tu sei Dio è la vita viene da te. E’ unicamente perché io sono un uomo e davanti a te sempre resterò stupito. Certuni gridano alla idolatria. Io mi inchino davanti all'amore, soprattutto quando è senza misura... C. Singer, Pregare, Paoline
Credo Credo, Signore, nell'uomo, nel suo essere cosa «molto» buona. Credo che può compiere grandi cose, guidato dal tuo Spirito. Credo in me stesso, nei tuoi doni, nella tua bontà. Credo nella santità alla quale mi chiami e che è più grande e più forte del peccato. Credo nella vocazione che mi hai dato, nella sua grandezza. Credo negli altri, nei compagni che incontro nel cammino. E credo soprattutto in te, che tutto puoi nel tuo immenso amore per me. Amen.
Mi ricordo di tutto, Signore, ma ben poco della tua tenerezza. Credo di conoscere tutta la mia vita e getto lontano, nel nulla, ciò che ha fatto di me il tuo amore. Perché dimenticarti? Perché svenderti?
Aprimi al tuo silenzio, tutto ciò che ho dimenticato sussurralo al mio orecchio. Non vorresti confidarmi ciò che mi rende fedele a te? Non vuoi che la mia carne ritrovi il ricordo della tua mano chiusa nella mia?
Sciogli lontano da me le vecchie brume dell'oblio. Ma nel più profondo di me incidi con tutto il tuo fuoco la meraviglia della tua gloria. Allora la mia vita si risveglierà e il mio amore saprà ricordarsi, e vedrai tutto il mio essere ardere della Parola di gioia e correre davanti ai fratelli per cantare il suo Signore e lodare il mio Dio. P. G, dal Salmo 136
Padre, quando mi chiudo in me stesso e penso che il mondo finisce con me, perché gli altri mi pesano, mi stressano e tutto mi dà noia e fastidio,
mi fa bene pregarti con il mio respiro. Costringo i polmoni a respirare con calma, e penso all'aria che entra dentro di me.
La sento. Essa arriva dai monti e dai mari, dai ghiacciai e dalle steppe, dai deserti infuocati, dai prati fioriti, dai fiumi, dai laghi, dalle foreste... La sento e, attraverso i polmoni, tutto il mondo diventa mio sangue e mia vita.
La sento. Essa arriva da coloro che soffrono, da coloro che danzano e che giocano, da coloro che non hanno amicizie, da coloro che pregano, da coloro che piangono, da coloro che hanno fame, da coloro che hanno freddo, da coloro che lavorano, da coloro che si riposano, da coloro che cercano di trattenerla nell'agonia.
La sento, e ogni respiro diventa il mio respiro, ogni vita diventa la mia vita.
Padre, aiutami a respirare con il mondo. Aiutami a respirare con tutti i tuoi figli. Non lasciare che io mi chiuda in me stesso. Con l'aria che mi riempie i polmoni fammi respirare il tuo Spirito, perché io non dimentichi mai che tu sei Padre, Padre di tutti, Padre «nostro». Tonino Lasconi, Amico Dio, Paoline
Gli ebrei di una piccola città della Russia aspettavano in ansia l'arrivo di un rabbino. Era un avvenimento molto raro, perciò essi prepararono a lungo le domande che intendevano porre al maestro. Quando finalmente questi arrivò e partecipò a un incontro organizzato nella sala consiliare, poté avvertire la tensione che era nell'aria mentre essi si disponevano ad ascoltare le risposte ai loro quesiti.
All'inizio non disse nulla, ma si limitò a guardarli negli occhi, modulando a bocca chiusa un motivetto orecchiabile. Presto tutti lo imitarono, allora egli cominciòa cantare ed essi fecero lo stesso. Si mise a danzare, ondeggiando con movenze solenni e cadenzate, seguito da tutti i fedeli. A poco a poco la danza con i suoi movimenti assorbì la loro attenzione al punto da far loro dimenticare ogni altra cosa e ciascuno ritrovò la sua integrità, poiché era stato guarito dalla frammentazione interiore che impedisce di raggiungere la verità.
Trascorse quasi un'ora prima che la danza a poco a poco cessasse. La stanza era immersa in un silenzio colmodi pace e tutti si sedettero, come liberati da una forte tensione interiore. Allora il rabbino pronunciò le uniche parole di tutta la serata: «Confido di aver risposto alle vostre domande».
Fu chiesto a un derviscio perché si servisse della danza per adorare Dio. «Perché», rispose, «adorare Dio significa morire a se stessi; danzare uccide il proprio ego e quando l'ego muore, ogni problema scompare. Dove non c'è l'ego, c'è l'amore, c'è Dio». A. De Mello, La preghiera della rana 1, Paoline
Tu sei qui, Signore. Come un padre! Ho voglia di parlare, e a te, più che a un amico, posso confidarmi.
Ascoltami, lasciati toccare. Tu mi sembri così lontano e tanto in alto che ho paura di affrontare il mondo da solo.
Conducimi tu, Signore, fino alla tua rupe. Tendimi la mano e prendimi con te. Io ti cerco, ma tu fatti conoscere. Non sono della tua razza?
Eccomi, sono il tuo bimbo. La tua vita brucia e ribolle in me e io voglio che trabocchi fuori di me. Nel tuo nome io sarò amichevole, sarò comprensivo, sarò umano, sarò tuo Figlio.
Con la tua forza che sgorga dentro di me, vorrei costruire la Chiesa, e che sia la nostra casa. Con te voglio lavorare perché ho fiducia. Aiutami a operare sempre senza mai rinunciare, perché su di te ho fondato tante speranze.
Con te, Signore, voglio vivere, semplicemente e che la mia vita sia la mia preghiera. Chiara, Giuseppe, Patrizio, liceali di 17 anni, in Pregare, Paoline
«Se vi è possibile avere fiducia, sopraggiungerà l'amore. Non vi è più bisogno di preghiera e di meditazione, non vi è più bisogno del tempio e della Chiesa, potete dimenticare Dio, se riuscite ad amare, perché mediante l'amore tutto vi viene donato, meditazione, preghiera e Dio, tutto vi sarà donato. Gesù ha dichiarato questo, quando ha detto: Dio è amore ». Bhagwan Shreerajneesh
Commini nel mondo con gli occhi bendati e il cuore ferito dall'ipocrisia, così non ti accorgi dei semi del Regno che stanno sbocciando sotto la neve. Perché la violenza di pochi malvagi ha sempre ragione di tenti innocenti? Se ognuno nel mondo accendesse una luce sarebbe sconfitto l'oscurità. ...Per sempre. Fabio Baggio, La locanda di Emmaus, Paoline